Associazione Casa della Resistenza

Parco della Memoria e della Pace

 
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In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna vi proponamo: quattro storie di donne, quattro donne vissute nella prima metà del secolo scorso, quattro donne che hanno partecipato alla vita sociale e politica dei paesi in cui si sono trovate e hanno lottato per affermare e dimostrare le loro eccezionali capacità creative.
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La lettura del libro di Eric Gobetti sulla questione del “confine orientale” è prima di tutto un triplice atto di Resistenza: alle intimidazioni sempre più invasive di marca nazionalista che colpiscono ogni seria ricostruzione storica; all’imbarbarimento del dibattito politico e culturale che sta erodendo le basi stesse del lavoro storiografico; allo svuotamento progressivo della L. 93/2004, istitutiva del “Giorno del ricordo”.
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Tra storia fantasia e suspense... “Questo romanzo è un’opera di fantasia” premette l’autore ma il riferimento storico dell’Olocausto del Lago Maggiore del settembre-ottobre 1943 è preciso e documentato da una sezione conclusiva di Note storiche che si sono avvalse dell’archivio online del Centro di documentazione della Casa della Resistenza.
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Un romanzo che si legge lentamente per paura di quello che verrà dopo, un romanzo le cui pagine si rileggono per capire meglio, per imprimere le parole che lo scrittore ci dice o ci vuol dire, un romanzo che racconta le sensazioni, i sentimenti di chi era lontano ma aveva il cuore Lì, un romanzo che non si dimentica facilmente ma su cui si torna a riflettere il giorno dopo che si è finito e il giorno dopo ancora e poi ancora...
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Siamo negli anni ’20, nel Sud Tirolo, esattamente in un piccolo paese: Curon. La protagonista è una donna di nome Trina, che racconta la sua vita alla figlia che le hanno portato via. Trina studia per diventare maestra, un lavoro che la entusiasma, ma appena diplomata deve scontrarsi con la Storia...
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Il bilancio del fascismo rimane purtroppo un conto aperto che Francesco Filippi si propone di indagare e approfondire.
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Napoli, inverno 1946. La guerra è finita, ma non la fame e la miseria. Nei vicoli dei quartieri spagnoli di Napoli i bambini si nutrono di tozzi di pane o di quello che trovano o rubano al mercato, camminano a piedi scalzi, perchè le famiglie non hanno i soldi per comprare le scarpe e i piccoli imparano molto presto l’arte di arrangiarsi.
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Il giorno 6 dicembre 2019 alla Casa della Resistenza è stato presentato il lavoro svolto dall’Istituto comprensivo di Petrella Salto, “Come un fiore reciso. Cleonice Tomassetti, partigiana nell’animo”...
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Un diario scritto su di un quadernetto durante la stessa prigionia, perlopiù a matita con una calligrafia minuta per sfruttare al massimo la poca carta a disposizione...
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